Miniere

Il Talco

Il talco è un minerale tenerissimo, sfaldabile, traslucido e untuoso al tatto. E' utilizzato come componente di molti materiali di uso comune, per le sue caratteristiche di lamellarità, inerzia chimica e non nocività e, se bianco, come in Val Germanasca, per la sua brillantezza. Si trova nei cosmetici, nelle vernici, nella ceramica e nella plastica (nei cruscotti delle auto per esempio o nei mobili da giardino) E' presente inoltre nella gomma e nei chewinggum, nelle caramelle, nelle compresse medicinali e nella carta.

Miniere di Maniglia

Silo per talco Maniglia Storia di Maniglia

Gli imbocchi delle gallerie che vedrete lungo il sentiero che porta a Clot del Zors, ad un'ora e un quarto di cammino da qui, testimoniano 100 anni di attività mineraria. I primi sfruttamenti di talco in sotterraneo a Maniglia risalgono alla metà dell'ottocento. Inizialmente le gallerie erano anguste e pericolose a causa dei crolli,ma nel giro di qualche anno diventarono più ampie e sicure, grazie ad un sistema di consolidamento, costituito da armature di legno. Il talco estratto era trasportato dalle donne, con gerle o slitte, fino ai mulini di Perrero, a circa 3 Km da qui, scendendo verso valle.
Il massimo sviluppo di questa miniera è intorno al 1930, quando vi lavoravano un centinaio di minatori, importanti innovazioni tecnologiche in galleria, riguardanti l'areazione e l'allontanamento delle acque sotterranee, permisero una migliore organizzazione del lavoro.
Potete vedere, più sotto, i ruderi delle due stazioni della teleferica e la strada carrozzabile per persero, entrambe costruite in quegli anni, per risolvereA il problema del trasporto del talco. La crisi dell'attività mineraria colp' Maniglia a metà degli anni '60 e determinò la chiusura definitiva della miniera nel 1968.

Struttura della miniera

Il cuore della miniera è il banco di talco. In Val Germanasca, attraversa obliquamente la valle, per con spessore che varia da alcune decine di centimetri, ad alcuni metri.Lungo il sentiero del percorso di Scopriminiera si possono vedere imbocchi di gallerie situate ad quote diverse: sono le gallerie principali della miniera, dette di livello, che servono ad avvicinarsi al talco. Da queste partono altre gallerie, che entrano direttamente nel minerale, dette di traverso banco.
Tra i vari livelli esistono collegamenti inclinati o verticali, per il passaggio di persone, di vagonetti o di materiale, detti discenderie, rimonte, pozzi o fornelli, a seconda della loro funzione e dimensione.

Evoluzione delle tecniche: come si estraeva il talco

I primi minatori a ricercare il talco in Val Germanasca nell'ottocento, erano contadini del luogo riuniti in piccole imprese, generalmente familiari. Inizialmente estraevano il minerale in superficie o scavavano cunicoli di modesto sviluppo. Solo dalla fine dell'ottocento, si raggiunse il talco in sotterraneo: tutto il minerale trovato veniva estratto, fino a provocare il crollo della roccia soprastante. Dall'inizio del novecento, con l'avvento delle nuove compagnie minerarie, si cercò di garantire una maggiore stabilità nella miniera, utilizzando la tecnica della ripiena: si riempiva il vuoto lasciato dal talco con pietrame (ripiena sciolta) e, dagli anni 70, con calcestruzzo (ripiena cementata).

 

Miniere di Malzas

Miniere dAi Malzas Storia di Malzas

Un'intensa attività mineraria interessò questa zona a partire dal 1880. Oggi si vedono solo alcuni resti di una struttura molto complessa: gli imbocchi delle gallerie e i ruderi delle costruzioni di servizio della miniera (locali tecnici e uffici) e delle baracche, dove i minatori alloggiavano, dormendo su giacigli di paglia. Sono state invece smantellate le strutture di trasporto del famoso Gran Courdoun, che, dal 1893, collegava questo sito, così isolato, agli altri siti in quota e al fondovalle e che fece delle miniere di Malsaz uno dei più importanti cantieri di estrazione di talco della zona.
Le miniere già fiorenti alla fine dell'ottocento, arrivarono ad impiegare, intorno al 1920, 80 minatori. Vennero abbandonate negli anni 60, ormai esaurite, a favore di quelle più facilmente accessibili, poste a quote inferiori.

Vita nelle miniere

Il nucleo portante della miniera era la coppia, gruppo di lavoro non ulteriormente scindibile. Costituita dal primo e dal secondo minatore, svolgeva tutte le funzioni di avanzamento in roccia ed estrazione del talco.

Fino alla fine dell'ottocento, i minatori utilizzavano il lume ad olio che produceva un fumo grasso e tossico e in seguito, la lampada adiacente che illuminava meglio, ma sviluppava un odore mefitico. Dagli anni 50 si utilizza la lampada a batteria riposta sul casco del minatore.

Una notevole fatica era determinata dalla neve e dal freddo. I minatori dovevano affrontare quotidianamente una lunga marcia, per raggiungere le miniere in quota, oppure vivere nelle baracche fredde e umide, presso le gallerie.

Nella seconda metà dell'ottocento nelle miniere si lavorava 7 giorni alla settimana, facendo festa solo a Natale e a Pasqua. All'inizio le ore lavorative erano 12, diventarono 10 all'inizio del novecento e 8 a partire dal A1921.

Tipico abbigliamento del minatore di fine ottocento era la bluse. Nel novecento i minatori, che erano anche contadini, indossavano in miniera gli stessi abiti che usano nei campi. Dal dopoguerra indossano tuta, scarponi con punta antinfortunio e casco di protezione.

I pericoli legati alla attività estrattiva erano soprattutto le frane e gli esplosivi. Altro problema drammatico per il minatore era la silicosi, malattia polmonare causata dall'inalazione continua di polvere.

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